SACE ha adeguato le proprie condizioni di assicurabilità per sostenere operazioni meritevoli anche in mercati soggetti a rischi particolarmente elevati, modificando positivamente il proprio atteggiamento assicurativo portando da 156 a 181 gli stati in cui può intervenire a sostegno delle attività commerciali o d'investimento delle imprese italiane in paesi caratterizzati da un forte potenziale di crescita ma ancora soggetti a rischi elevati. Si riducono così a 16 i paesi cosidetti "chiusi".
Tra i paesi in cui SACE ha deciso di adottare un atteggiamento assicurativo di maggiore apertura figurano:
- Turkmenistan, Suriname e Libia, Kosovo
- Armenia e Grenada, dopo l'eliminazione del divieto di indebitamento sovrano da parte del FMI
- Kirghizistan, Tajikistan, Nepal, Antille Olandesi, Bolivia, Guyana, Haiti e Nicaragua, dove sarà valutata l'assicurabilità di singole operazioni caso per caso.
A beneficiare delle variazioni introdotte saranno anche ben 29 paesi dell'Africa sub-sahariana, nei quali in precedenza non era possibile assicurare alcuna operazione.
Apertura condizionata in 20 paesi sub-sahariani (Benin, Burkina Faso, Camerun, Repubblica del Congo, Eritrea, Gibuti, Guinea Equatoriale, Kenia, Lesotho, Madagascar, Malawi, Mali, Mozambico, Nigeria, Senegal, Tanzania, Uganda, Zambia) e di assicurabilità delle singole operazioni con un approccio "caso per caso" in altri 9 paesi (Burundi, Repubblica Centrafricana, Comore, Gambia, Liberia, Niger, Ruanda, Sao Tomé e Principe, Sierra Leone).
La decisione rafforza il Programma Africa, avviato da SACE per facilitare la penetrazione delle imprese italiane nei mercati sub-sahariani.
Per effetto del peggioramento del rischio paese, sono state introdotte misure restrittive per lo Yemen (chiusura). Le variazioni decise dal FMI hanno invece implicato per SACE l'introduzione di limiti all'indebitamento sovrano in Romania, Bosnia Erzegovina e Serbia.
Non sono state invece modificate le condizioni assicurative, nonostante l'aggravamento del rischio paese, per importanti partner commerciali delle imprese italiane quali Russia, Kazakhstan, Bielorussia, Lettonia, Pakistan, Venezuela e Ucraina. L'evoluzione della crisi finanziaria e del contesto politico di tali paesi sarà tuttavia oggetto di uno stretto monitoraggio da parte di SACE.