Nonostante i ritardi nella realizzazione dell’area di libero scambio concordata nella Conferenza di Barcellona del 1995, l’area mediterranea rappresenta per le imprese italiane una delle aree strategicamente più interessanti per sviluppare relazioni commerciali, sia per l’alto potenziale di crescita di queste economie e dei loro consumi, sia per ragioni culturali e geo-politiche. OpenMed è una realtà emergente nei servizi di supporto per lo sviluppo di iniziative di cooperazione euro-mediterranea, che combina professionalità specifiche di questo settore con l’utilizzo delle nuove tecnologie ICT. In quest’intervista Emanuele Cabras, Managing Partner di OpenMed, fa il punto sulla situazione dell’area mediterranea e sull’iniziativa di cui è parte.
Come sta procedendo il processo di integrazione dei mercati dell’area mediterranea e che ruolo stanno giocando le imprese italiane?
Purtroppo la creazione dell’area di libero scambio nel Mediterraneo ha incontrato ostacoli storico-politici che ne hanno ritardato l’attuazione. Certamente l’Unione per il Mediterraneo (UPM) potrà dare nuovo slancio a questo processo. In ogni caso l’interesse verso questo mercato continua a crescere, basti pensare che negli anni duemila nei Paesi nella fascia nordafricana, Marocco, Tunisia ed Egitto in particolare, la crescita è stata dell'8% e tassi di crescita superiori al 5% si registrano anche nelle aree del Medio Oriente. La crisi internazionale, in base alle stima del Fondo Monetario Internazionale, dovrebbe rallentare la dinamica di crescita ma non annullarla. La crescita economica, associata in alcuni di questi Paesi ad un processo di espansione della libertà economica e civile, può determinare una crescente diffusione del benessere e quindi un incremento della domanda di beni di consumo, anche durevoli, che potrebbero essere soddisfatti dalle imprese italiane.
Come nasce OpenMed e quali sono le principali direttrici di azione a supporto dell'internazionalizzazione svolte?
L’iniziativa OpenMed è stato avviata ormai 2 anni fa per offrire un servizio specializzato di assistenza nell’accesso ai programmi di cooperazione euro-mediterranea, mettendo a sistema professionalità e relazioni sviluppate negli ultimi 10 anni in progetti finanziati da Fondi Europei.
I programmi di cooperazione euro-mediterranea dell’Unione Europea, e di altre istituzioni nazionali ed internazionali, rappresentano una grande opportunità per avviare e consolidare processi di internazionalizzazione, soprattutto per le piccole e medie imprese che non possono affrontare con i propri mezzi investimenti rilevanti per internazionalizzarsi.
Inoltre, la cooperazione tra enti locali e territori delle due sponde del Mediterraneo consente di creare un quadro istituzionale che successivamente favorisce lo sviluppo di relazioni commerciali.
Il principale strumento di lavoro di OpenMed è il portale
www.open-med.eu
. Avete incontrato difficoltà a coinvolgere in questo network gli utenti italiani?
L’utilizzo del portale per lo sviluppo di progetti di cooperazione euro-mediterranea è senz’altro un’innovazione importante e senza precedenti. Il portale, basato su una visione open content e metodologie open source, utilizza tecnologie web 2.0 per facilitare la formazione di comunità di potenziali partner di progetto delle due sponde del Mediterraneo.
Esiste un primo livello di discussione sull’idea progetto completamente free e aperto a chiunque voglia aderire. Nel momento in cui l’idea, per volontà degli user, diventa un progetto, in quel momento si attiva un’area riservata di progettazione. Con il supporto degli esperti OpenMed viene allora identificato lo strumento di finanziamento e sviluppata la proposta progettuale. Nonostante gli importanti risultati ottenuti (il portale è on-line da circa un anno), le sue potenzialità non sono state ancora ben sfruttate. Sia gli utenti italiani che gli utenti di altra nazionalità sono ancora molto prudenti nell’affidarsi a queste forme di interattività e ancora preferiscono modalità di relazione più tradizionali.
Siamo comunque convinti che la direzione intrapresa sia quella giusta ed è solo questione di tempo per pervenire ad una sorta di “alfabetizzazione” al web 2.0 degli attori della cooperazione euro-mediterranea.
Tra i settori strategici individuati da OpenMed, quali hanno raggiunto risultati più sostanziosi e perché?
Le aree strategiche di OpenMed sono: Innovazione e Imprese, Ambiente, Mobilità (delle merci e delle persone), Istruzione e Cultura, Governance Territoriale. Nonostante la progettualità abbia riguardato tutte le aree - nel 2009 sono state sviluppati 20 progetti per un valore complessivo di circa 20 Milioni di Euro - , finora i migliori risultati sono stati raggiunti dai progetti delle aree “Innovazione e Imprese” e “Ambiente”. Sono stati, infatti, approvati 4 progetti del valore di 1,5 Milioni di Euro che riguardano le tecnologie ambientali nel settore turistico, la logistica portuale, il turismo archeologico e la gestione delle risorse idriche. Tutti aventi ovviamente come scenario l’area mediterranea. Tutte le altre proposte progettuali sono in corso di valutazione presso le autorità competenti.
La sede di OpenMed è la Sardegna. Quanto è stato fertile e propulsivo il territorio regionale verso una visione di “insieme Mediterraneo"?
La sede è in Sardegna, ma le nostre antenne sono distribuite in diversi paesi del Mediterraneo, oltre che a Bruxelles. In ogni caso la Sardegna, grazie alla sua collocazione al centro del Mediterraneo, vanta una posizione strategica ponendosi come ponte e anello di congiunzione tra la sponda nord e sud del Mediterraneo. Una scelta vincente che contribuisce ad un più facile avvio delle relazioni e alla costruzione di reti di collaborazione tra partner di paesi diversi. I nostri progetti, infatti, hanno finora coinvolto partner da quasi tutti i paesi del Mediterraneo: Marocco, Tunisia, Egitto, Autorità Palestinese, Giordania, Libano e Siria, oltre che Francia, Grecia, Portogallo e Spagna.
Peraltro, in Sardegna è localizzata l’Autorità di Gestione del Programma ENPI CBC MED, il più importante strumento di finanziamento comunitario a supporto della cooperazione euro-mediterranea con una dotazione di circa 160 Milioni di euro per il periodo 2007-2013. Infine, è importante dire, che OpenMed può essere considerata una buona pratica nell’ambito delle partnership pubblico-private. Dalla collaborazione con il Centro Servizi della Camera di Commercio di Cagliari sono nate importante iniziative che coinvolgono l’intero Sistema Camerale e alcune imprese italiane.
Per informazioni: OpenMed, Emanuele Cabras, email
e.cabras@open-med.eu, sito-web
www.open-med.eu